JACOPO BENASSI / FEDERICO PEPE

Testo di Andrea Lissoni.

 

Le ossessioni non si condividono.
Le ossessioni sono sempre personali.
Diversamente, si parla di lavoro, o di passioni, di cui tranquillamente si discute, su cui ci si confronta, o si scambiano informazioni.
Ma le ossessioni sono diverse. Sono impenetrabili.
E’ normale quindi che due amici artisti, se profondamente abitati da un’ossessione, decidano di non condividere nemmeno gli stessi spazi. Non sarebbero amici e, forse, non sarebbero artisti.
L’ossessione di Federico Pepe è la tipografia. Cioè, letteralmente, impronta e scrittura. Ma anche disegni e scritte, oppure opere e libri. Opere e libri che sono poi l’impronta – o per dirla meglio – l’ossessione, dietro cui si nasconde Federico.
L’ossessione di Jacopo Benassi invece è il ritratto. Frontale, implacabile, crudo e dannatamente umano. Ed è dietro l’umanità e la dannazione che Jacopo – sempre inevitabilmente scovato – si nasconde.
Cosa condividono, a parte l’amicizia, Federico e Jacopo?
Esplorano le strade comuni fra la vita quotidiana e l’arte, provando a illuminare le regioni oscure dove si annidano le matrici delle ossessioni di un’intera vita, anche se sanno bene che è un’impresa senza fine. Lo è per un formidabile chansonnier, tanto quanto, soprattutto, per se stessi.
Ma, più di tutto, provano a rendere pubbliche le rispettive ossessioni, sganciandole dal proprio lavoro e dalle proprie passioni. Le disseminano nel mondo e nei mondi, non dimenticando mai che le cose, almeno fino ad oggi, accadono per strada.
Usano le forme ed i formati più svariati.
E non tradiscono mai l’unica ed inviolabile legge che condividono, l’autenticità.
Ecco perché non stanno mai sprecando il loro tempo.
Ed ecco perché il tempo di chi guarda le loro opere non è mai sprecato.

 

Zelle Arte Contemporanea presenta la doppia personale di Jacopo Benassi, artista spezzino classe 1970, autore del recente e cliccatissimo diario fotografico in forma di blog “Talkinass”, e Federico Pepe artista nato ad Omegna nel 1976, ideatore di “Le Dictateur” monumentale progetto editoriale nato con la collaborazione di Pierpaolo Ferrari, capace di chiamare a raccolta ed affiancare artisti ben noti del panorama internazionale ed assoluti sconosciuti.
La mostra, dichiaratamente senza titolo, annunciata da una serie di minivideo realizzati da Benassi e diffusi in maniera virale sul web (http://vimeo.com/zellearte), in cui alcuni personaggi dalla spiccata comunicativa si alternano recitando un breve spot pubblicitario, sarà presentata da un testo di Andrea Lissoni, critico d’arte e curatore, fondatore di due importanti realtà come Netmage e Xing.
Il progetto splittato in due metà, vedrà da una parte Benassi allontanarsi dalla consueta compulsiva archiviazione di soggetti più o meno noti, e persino dalle sue amate pantofole, personalissimo feticcio dell’artista, intessendo un rispettoso omaggio allo chansonnier spezzino Tony Cazzato, il cui repertorio spazia tra i successi di Julio Iglesias, Enrico Musiani e Nicola Di Bari; e dall’altra il sodale Federico Pepe, alle prese con un progetto in cui lo studio del lettering, intricato sottotesto, struttura cangiante come una schermata di Tetrix, è metafora di quell’architettura del pensiero che Pepe indaga da anni con diversi medium, dalla fotografia, al video, dall’animazione, all’editoria.